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All'inizio della sua vita il Faro si chiamava Club 69, proprio perché la sala da ballo, ricavata da un capannone per il bestiame, fu ristrutturato nel 1969 su proposito della Pro-Loco di Monghidoro. Con il cambio di nome in Faro fu sistemato sul tetto un potente faro girevole che illuminava a giorno fino a Madonna dei Fornelli. Tra l'autunno e la primavera apriva solo il Sabato e la Domenica sera, le altre sere vi erano i classici veglioni dello sport e degli anziani. In estate era aperto tutte le sere e vi si faceva musica dal vivo. Alcuni gruppi, più o meno famosi, fecero capolinea al Faro per il loro concerti, tra questi possiamo elencare: New Trolls, Dik Dik, Formula 3, Nomadi, Nilla Pizzi e Betty Curtis. Si ballava dalle nove di sera fino alle due-tre del mattino. Nel 1976 il Faro ospitò altri concerti di personaggi importanti come Lucio Dalla, i Matia Bazar e Loredana Bertè, mentre nel 1981 vi arrivò perfino Vasco Rossi. Dopo alcuni anni di chiusura e un restauro totale il Faro riaprì il 25 Dicembre 1992 ncome vera e propria discoteca, dopo una prima gestione durata due anni si sono avvicendate nel tempo numerose gestioni, ognuna delle quali ha portato un pezzo di storia nuova per la sala. In questo periodo il Faro cambiò nome spesso: Drum Fire Project, Big Love, Hemingway,… ma ora è tornato al suo caro vecchio nome: Faro discoteca multisala. Per svariati anni ha funzionato anche come cinema anche se ora tutta l'apparecchiatura è stata rimossa. Tra le feste meglio riuscite del nuovo Faro vanno elencate sicuramente le numerose serate di "C'era l'H", spogliarellisti come gli "Angeli Neri" e i concerti dal vivo che si tengono attualmente. Il Faro è stata anche una sala dedita alla solidarietà, grazie a due feste di beneficenza alla quale hanno partecipato un gruppo di ragazzi che, sotto il nome di Eternit Group hanno organizzato spettacoli dal vivo. Il Faro esiste dal 1969, sono passati ben 31 anni e ancora riesce a raccogliere consensi tra i giovani che lo visitano.
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